fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

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AN AMERICAN TRIP – PUNTATA 12

Dopo una notte finalmente senza aria condizionata — la prima del viaggio — ci svegliamo a Kayenta e facciamo colazione. Poi si parte! La nostra tappa successiva è il maestoso Grand Canyon, ma prima ci fermiamo a Tuba City per cercare qualcosa da mangiare. Entriamo in un paio di supermercati, ma con scarso successo: alla fine ci accontentiamo di un po’ di prosciutto (si fa per dire) e qualche Babybel.

In giro si vedono tantissimi Tesla Cybertruck: sembrano usciti da un film di fantascienza, un mezzo davvero futuristico!

Proseguiamo verso nord-ovest, salendo sempre più in alto, fino ad arrivare al Grand Canyon. Questa immensa valle scavata dal fiume Colorado è profonda circa un miglio e larga fino a dieci miglia. Per darvi un’idea: un miglio equivale a circa un chilometro e seicento metri, lo sottolineo per voi europei, che usate ancora i metri, noi ormai ragioniamo in miglia e in gradi Fahrenheit — ci stiamo americanizzando!

Il Grand Canyon è impressionante: ci sono tantissimi punti panoramici da cui ammirarlo e ciascuno offre una vista diversa e mozzafiato. Raggiungiamo il Visitor Center per qualche informazione e poi scendiamo in direzione Flagstaff, che comunque si trova a oltre 2.000 metri di altitudine.

Nella mia immaginazione, la mitica Route 66 è sempre stata una strada piatta, quasi desertica. Mai avrei pensato di trovarla a questa altitudine!

Flagstaff si rivela una cittadina vivace, giovane e piena di vita. Valentina, fidandosi del suo istinto (e di Google), sceglie un ristorante italiano. Dicevano di fare la vera pizza napoletana certificata… e incredibilmente era vero! Pizza ben fatta, come a casa. E anche qui, come in tutti i ristoranti che abbiamo incontrato, i bimbi sono ben accolti e Leo si è “guadagnato” dei pastelli e un foglio da disegnare.

Una cosa che ormai abbiamo imparato è che qui negli Stati Uniti, nei ristoranti, da bere è spesso “all you can drink”: finisci il bicchiere e il cameriere torna subito a riempirtelo, senza nemmeno che tu lo chieda. Sempre compreso nel prezzo, naturalmente.

Dopo cena proviamo a fare un giro per il centro (downtown), ma la stanchezza si fa sentire: torniamo in hotel e andiamo a dormire. Domani ci aspetta un’altra giornata on the road.

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Atto unico

La vita è un ATTO UNICO.
Non RIMANDARE!!!

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Fabionacci

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765….

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Vuoi cambiare?

TUTTI vorrebbero cambiare il MONDO.
NESSUNO è disposto a cambiare SÉ STESSO

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Paroline magiche

Ricordate che dire “GRAZIE”, “SCUSA” e “PER FAVORE” è GRATIS!!

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Mangialonga del Postino

Mangialonga del Postino 2025 in val Boreca: Artana Bogli, Suzzi, Pizzonero, Belnome.

Fabio, Massimo, Lorenzo e Sonia partecipano alla Mangialonga del Postino in Val Boreca, edizione ventiventicinque!

Un po’ di afa, ma per il resto tutto stupendo: posti bellissimi, accoglienza fantastica, buon cibo e tanta allegria. Alla prossima!

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Brillupido

Invece di cercare di essere BRILLANTE
cerca di evitare di essere STUPIDO

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Difficoltà

Se NON sceglierai le tue DIFFICOLTÀ la vita le sceglierà per te.

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La stazione

Ho appena finito di leggere La Stazione di Jacopo De Michelis: un bel mattone di quasi novecento pagine, che però si è rivelato una lettura sorprendentemente piacevole.

Ammetto che nei primissimi capitoli l’ho trovato un po’ troppo descrittivo per i miei gusti – non amo particolarmente le scritture troppo dettagliate, preferisco che le situazioni emergano dai dialoghi più che dalle lunghe descrizioni. Ma andando avanti, ho percepito un cambio di tono: il racconto è diventato via via più coinvolgente e appassionante.

Il romanzo è ambientato in un luogo iconico: la Stazione Centrale di Milano. Un luogo che porto nel cuore, meta dei miei pellegrinaggi giovanili, che avevo imparato a conoscere ben prima dei vari rimaneggiamenti e abbellimenti degli ultimi anni. All’epoca non conoscevo Milano in auto, ma attraverso le sue linee metropolitane, e la Centrale era la porta principale d’accesso alla città: ci arrivavo in treno, come tanti.

Oltre alla trama, ben scritta e costruita con intelligenza, ho apprezzato moltissimo la scoperta di zone poco conosciute della stazione (alcune reali, altre frutto della fantasia dell’autore), che rendono ancora più affascinante questo luogo troppo spesso sottovalutato. La Stazione Centrale, con la sua imponenza e le sue atmosfere, può davvero regalare emozioni a chi sa guardarla con occhi curiosi.

Recentemento ho letto una notizia riguardante l’ipotesi di costruire una nuova stazione, più moderna, capace di gestire il traffico ferroviario crescente di una città come Milano. Un’idea che, da amante della Centrale, mi lascia un po’ l’amaro in bocca. Teniamocela stretta, finché possiamo.

Il libro di De Michelis merita senz’altro di essere letto: un mix riuscito di poliziesco, esoterismo, mistero e storia. Consigliato! 

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Obiettivi

Gli OBIETTIVI sono importanti.
Ma ancora più importante, anzi FONDAMENTALE è il cambiamento che il voler raggiungere gli obiettivi ti impone. Quello è DAVVERO IMPORTANTE!

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Calanchi di Nivione

Non c’è bisogno di andare chissà dove per godere di meraviglie naturali come queste. Ecco il video della mia escursione si calanchi di Nivione (Varzi)

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Brallo Vintage Vol .1

Vi ricordo che potete acquistare il mio libro qui: https://www.fabiotordi.i/vol1/

Ecco un articolo della scorsa estate relativo al libro:

È uscito Brallo Vintage – Volume 1, il nuovo libro di Fabio Tordi,
autore e appassionato di storia locale, che ci invita a un commovente
viaggio fotografico nel tempo, attraverso le valli e i borghi del Brallo
e dintorni. Un volume che raccoglie cartoline e fotografie storiche
dagli anni ’20 agli anni ’90 del secolo scorso, restituendo il volto
autentico di un territorio spesso dimenticato ma ricchissimo di fascino,
tradizioni e memoria.

Nato nel 2018 come archivio digitale e pagina social, il progetto Brallo
Vintage si è evoluto grazie alla partecipazione attiva degli abitanti
del posto, trasformandosi oggi in un vero e proprio album di famiglia
collettivo, fatto di immagini, atmosfere e volti che raccontano la vita
di una comunità.

«Ho voluto raccogliere alcune delle foto più significative – racconta
l’autore – in ordine casuale, proprio come sono apparse online, per
lasciare al lettore la libertà di scoprire e ricordare, pagina dopo
pagina, il nostro territorio così com’era.»

Brallo Vintage – Volume 1 per ora è disponibile su Amazon e presso il
negozio Piazza Affari al Passo del Brallo.

Chi è Fabio Tordi
Fabio Tordi nasce a Voghera nel 1974 e cresce al Passo del Brallo, tra
le “Quattro Province” (Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova). Ingegnere
informatico ed esperto di marketing, gestisce due negozi di
abbigliamento sportivo tra Brallo e Voghera. Appassionato di storia
locale, ha già pubblicato My London (2006), Puntino (2020) e, insieme a
Fabio Draghi, il volume fotografico Alta Valle Staffora – Immagini dal
passato (2022).

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Consigli non richiesti

Il miglior ENERGY DRINK sono DUE LITRI D’ACQUA.
La miglior PILLOLA per la CONCENTRAZIONE sono 8 ORE DI SONNO.
La miglior MEDITAZIONE è una PASSEGGIATA NELLA NATURA.

Seguitemi per altri consigli non richiesti 

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Le vie del sale e del mare

Ho letto “Le vie del sale e del mare” di Giovanni Portinari, una guida pensata per chi desidera percorrere l’antica via escursionistica che collega la pianura padana alla Riviera ligure di levante, partendo da Voghera o Tortona e arrivando fino alle località di Sori, Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure.

Dopo aver attraversato le tappe in pianura e la prima collina, le due vie si congiungono a Pian della Mora; da lì si prosegue verso Capanne di Cosola, Casa del Romano, il Monte Antola, Torriglia e infine il mare.

Il libro include anche varianti adatte alla mountain bike e offre interessanti note storiche a cura di Fiorenzo Debattisti, che arricchiscono la guida con approfondimenti sul contesto culturale e storico del percorso.

Ritengo che sia una guida molto utile e ben fatta per chi vuole affrontare questo cammino, ricco di paesaggi suggestivi e di storia millenaria.

Confesso che, nonostante ne parli da anni, non ho ancora fatto tutto il percorso, ma un paio di anni fa io e Leo abbiamo camminato insieme il tratto da Capanne di Cosola a Torriglia. È stata un’ impresa davvero epica, considerando che lui non aveva neanche 4 anni e la prima tappa è durata 10 ore, da Capanne al rifugio Antola. Nel 2025 invece abbiamo fatto da Torriglia a Uscio (23 km, lui 5 anni ancora da compiere) e poi Uscio – Camogli e ritorno in treno.

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Ok boomer

Io ho usato il GONIOMETRO. E anche il COMPASSO. Alle superiori avevo il libretto delle SCALE LOGARITMICHE e ho fatto sia STENOGRAFIA che DATTILOGRAFIA.
Avevo l’ENCICLOPEDIA (piccola, due volumi), il DIZIONARIO di ITALIANO (e di INGLESE e di FRANCESE) e quello dei SINONIMI e CONTRARI.
Alle elementari avevo la CARTELLA, alle medie l’ALBUM delle FIGURINE e all’università avevo l’auto con LE MANOPOLE per tirare giù i finestrini.
La TV di casa era in BIANCO E NERO, si vedeva solo il “PRIMO” e il “SECONDO” e solo dopo una campagna ultrastressogena nei confronti di mio padre io e mia sorella siamo riusciti a farci comprare una TV MIVAR a colori (MIVAR era la marca, ragazzino che stai leggendo).
A tennis ci giocavo con la racchetta di LEGNO con le corde in BUDELLO e quando andavo a fare la spesa le caramelle erano sciolte e le pesavano, l’affettato l’avvolgevano nella carta e di sicuro pagavamo tutto in CONTANTI.
Il telefono aveva la ROTELLA, era attaccato al muro di casa e non potevi portarlo in giro, quindi quando chiamavi un tuo amico rispondeva uno dei genitori. Non ti dico la fatica psicologica se e quando dovevi chiamare qualche ragazza.
Alla gente che non conoscevo e sopratutto agli “adulti” davo del lei e dicevo “buongiorno” e “buonasera”.
Se volevo approfondire qualcosa leggevo un libro. Beh questo non è cambiato, lo faccio ancora, anche se guardo YouTube, navigo su Wikipedia e interrogo costantemente ChatGPT e suoi fratelli: sono vecchio, ma sono sempre sul pezzo, cosa credete? 

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